NELLA TANA DEL LUPO! Alla scoperta del turismo etnico in Romania

Autori

Caterina Sessa

Descrizione

There is nothing so strange in a strange land as the stranger who comes to visit it.

Albert Camus

 

Conoscere culture esotiche e lontane è il motore di molti viaggi. Per andare incontro a questo desiderio, comunità indigene in tutto il mondo offrono ai turisti la possibilità di entrare in contatto diretto con la loro tradizione, accogliendoli nei villaggi e condividendo il loro stile di vita.

É questa una conoscenza vera o solo una finzione, l’ennesimo prodotto del mercato, che considera anche l’etnicità una merce vendibile? Questo viaggio vuole andare proprio lì, nella tana del lupo, un luogo da cui, altrimenti, starei alla larga! Con sguardo critico, questo viaggio vuole scoprire dall’interno il turismo etnico ed esplorare questo tipo di incontro basato sull’etnicità.

 

In Romania, la popolazione di etnia Rom è vive in condizioni socio-economiche difficili. La maggior parte dei Rom vive ai margini delle città, spesso nei pressi delle discariche, o in campagna, in condizioni di precarietà. Schiavi fino al 1856, vittime dell’Olocausto e perseguitati dal regime comunista di Ceauşescu, in Romania i Rom sono ancora oggi una minoranza minacciata. Minacciata da un sistema statale inadeguato, dal difficile accesso al lavoro e all’educazione, ma anche dal comportamento spesso ostile da parte della società civile.

 

Nella regione della Transilvania, alcune famiglie di etnia Rom, unite dal desiderio di uscire da una situazione di marginalità, aprono da alcuni anni le porte dei loro villaggi ai turisti di tutto il mondo. Il loro obiettivo? Far conoscere la ‘’vera vita zingara’’ e costruire ponti tra culture. Le famiglie ospitano i turisti nelle loro case, condividendo momenti di quotidianità, ma anche passeggiate nella foresta, concerti e danze tradizionali.

 

Quale sarà l’effetto di quest’incontro? La creazione di un’immagine ancora più stereotipata ed esotica? O forse una forma di riscatto per un gruppo storicamente discriminato?

 

Con il vostro aiuto, vorrei provare a rispondere a queste domande, entrando nella tana del lupo. Sono curiosa di vedere in prima persona cosa succede in questo non-luogo, dove gli ospitanti rivestono il ruolo di museo vivente e i turisti cercano un’etnicità autentica. Per farlo, partirò a inizio luglio da Cluj Napoca, città in cui sto studiando, per poi raggiungere alcune comunità che fanno parte del progetto.

 

Come arrivarci? In autostop e con mezzi pubblici per scambiare opinioni con le persone che incontrerò sulla strada, per parlare con gli abitanti della zona e scoprire cosa pensino del progetto.  Arrivare a destinazione e immergermi in questo ambiente di scambi: conoscere i turisti, la famiglia ospitante, il villaggio e i vicini. Quindi levare le tende, per andare a scoprire gli altri luoghi della rete.

Alloggiando presso le famiglie, conoscendo gli albergatori ma anche i turisti, vorrei cercare di capire le motivazione degli uni e degli altri. Provando a lasciare da parte i pregiudizi verso il turismo di massa, vorrei capire se questo tipo di incontro possa essere positivo, per i locali come per i visitatori.

 

[EN]

 

Nella tana del lupo, into the lion’s den: with this travel I would like to experience something I usually shy away from. The destination: a touristic attraction worth to be explored.

 

Since September I have been living in Romania and here I found out about an interesting phenomenon. Few years ago, a group of Romanian Roma families started to host in their houses visitors from all over the world, with the aim of bringing them inside the ‘Gypsy reality’. Tourists can spend their holidays in the countryside, experiencing the Roma life and enjoying traditional food and music. The hosting communities are willing to share their tradition and answer to hosts’ curiosities. Tourists describe it as a unique experience that allows you to meet authentic Gypsies.

 

What will be the effect of this encounter? The creation of an even more stereotyped and exotic image of Roma culture? Or perhaps a way for Roma people to express their ethnicity better and to improve their life conditions?

 

With your help, I would like to explore this local-tourist encounter by means of living it firsthand. I will spend a month travelling in Romania to visit some of the communities involved in this project. I will stay at the host families together with other tourists, in order to understand the motivations of both sides. On the way, I will share the experience with the people I meet; hitchhiking and travelling by bus, interactions with locals will contribute to a better understanding of the situation and add other points of view.

Trying to escape from prejudices on mass tourism, I would like to take part in this encounter and, who knows, discover its potential.

 

[RO]

 

Prieteni din România, salut!

Mă adresez vouă, fiindcă numai de la voi poate veni ajutorul cel mai important pentru a realiza acestă călătorie. Fuorirotta ne sprijină pe noi tinerii să călătorim altfel: ne dă susținere economică (prin crowdfunding) și ajutor cu programarea drumului nostru. De la voi, mai degrabă decât cu bănuți, mi-aș dori să primesc din  „capitalul vostru de cunoștiințe”. Ce credeți despre acestă idee, ce sugestii aveți? Mie mi se pare că turismul etnic ca formă de antreprenoriat făcut de persoane de etnie Romă trebuie să fi explorat. Pe de o parte, mi se pare un subiect sensibil, fiindcă se bazează pe idei stereotipe și exotice, dar cred că are un mare potențial.

Sunt în România doar de câteva luni și sigur că viziunea mea este limitată. Aș aprecia foarte mult să-mi îmbogățesc experiența cu punctele voastre de vedere. Sugerințe despre proiectul sunt binevenite, de asemenea ospitalitate pe parcursul și informații mai practice vor fi utile dacă cunoșteți zona. Nu ezitați să mă contactați. Mulțumesc mult!

 

 

 

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Caterina Sessa:
caterina.fuorirotta@gmail.com