LE PAROLE PER DIRLO, LE PAROLE PER FARLO – In Polonia alla ricerca dei diritti negati da conquistare

Autori

Alice Chiarei - Mara Biagiotti - Francesca Bonfada - Francesco Brusa

Descrizione

 

PROGETTO

 

LE PAROLE PER DIRLO, LE PAROLE PER FARLO

In Polonia alla ricerca dei diritti negati da conquistare

 

….la casa dove la neve volteggia delle cose taciute.

Paul Celan

 

In Polonia, l’interruzione volontari di gravidanza è concessa solo in caso di stupro, incesto, rischi per la salute della madre o danni per il feto. A causa della restrizione legislativa, la parola “aborto” è stata per molto tempo un tabù. Il tentativo del PiS, il partito al potere, di rendere il diritto all’aborto ancor più restrittivo ha però provocato, fra le altre cose, una salutare “perdita del pudore” nell’urlare le proprie rivendicazioni e nel fare uso di termini chiari e diretti. Un esempio calzante è lo slogan utilizzato l’8 marzo dalla Manifa del 2016 a Varsavia “L’aborto difende la vita”, la battaglia della lingua diventa sempre più potente.

Vorremmo tentare di esaudire il desiderio espresso da Marta Syrwid e Gazeta Wyborcza in un articolo di Internazionale in cui si auspica di poter raccontare i bisbigli delle esperienze di aborto delle altre donne polacche per trasformarle in un grido collettivo.

Il nostro viaggio tra i bisbigli allora comincia dalla città di Banksa Bystrica, in Slovacchia, che è meta per numerose donne polacche che hanno deciso di abortire. Qui intendiamo infatti, registrare in forma audio le storie di chi arriva nella clinica della città.

Risaliremo poi la rotta e arriveremo a Katowice, in Polonia, dove documenteremo le partenze dei pullman per abortire all’estero. L’obiettivo è realizzare dei collage sonori che trasformino i bisbigli nel grido collettivo che lentamente si sta già alzando. Da Katowice, andremo a Lubliniec, luogo in cui si è accesa la prima scintilla della contestazione. Ci sposteremo, facendo varie tappe, fino a Varsavia rimanendo a stretto contatto con i collettivi femministi e cercando di costruire “ritratti corali e a tutto tondo” servendoci del mezzo scritto, fotografico e audiovisivo.

Il tutto senza voler perdere contatto con gli abitanti di queste città e chiedendo ospitalità nelle varie case. Porteremo con noi il Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere, elaborato dal movimento italiano di Non una di meno per condividere dubbi, prospettive e principi, per “arricchirlo” dei punti di vista di un contesto che purtroppo sembra sempre meno lontano dal contesto italiano. Da Varsavia ci spingeremo a est, inoltrandoci nella Polonia rurale e spesso di stampo maggiormente conservatore.

Viaggiare per noi significa anzitutto “ascolto”, sapendo che dietro alle parole ci sono storie e rimossi e dietro a queste storie e rimossi interi diritti da concepire e conquistare. Insieme.

 

LE PAROLE PER DIRLO, LE PAROLE PER FARLO

In Polonia alla ricerca dei diritti negati da conquistare

[English Version]

In Poland nowadays it is possible to get an abortion just in case of rape, incest or in case there is a high probability of damages for the mother or the fetus. The PiS party, which took power in 2015, is trying to make the access to abortion even more stricter. Also because of that, the word itself “abortion” has been for years a sort of “taboo” in public discussions, and so it is now in certain contexts.

But it seems that things are changing: reactions from civil society against PiS’ restrictive policies also entailed the loss of a certain “sense of shame” in political declarations and claims. On the 8th of March 2016 the feminist demonstration “Manifa” in Warsaw had the slogan «Abortion defends life». People started to use straight talks and precise terms to demand their rights. A battle for the language has begun.

We would like to accomplish the desire expressed by Marta Syrwid and Gazeta Wyborcza in their article in “Internazionale” on the topic: the desire of collecting all the whispers of women who had an abortion experience and to turn them into a “collective yell”. Our trip will start among the whispers in Banska Bystrica (Slovak Republic), where many Polish women go to get abortion.

We’d like to record the audio of their stories and impressions.

We will then follow the way back and arrive to Katowice in Poland, where we will observe and document the leavings to get abortion abroad. Our aim is to make sounds collages that could turn the individual whispers and stories into the common claim for rights that is already raising in Polish society. In fact from Katowice we’ll go to Lublinec, where the first seeds of protest have been planted. We will pass from city to city until we’ll reach Warsaw and in every stop of our trip we will meet with feminist and pro-women rights collectives and associations trying to “portrait” them by pictures, videos and texts. Meanwhile we will get in touch with ordinary people and local communities by asking for hospitality and trying to catch their impressions and opinions about the topic.

 

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