La cultura sopra ogni legge

Autori

Eleonora Gasparotto Nascimben

Descrizione

L’Europa è uno di quei posti dove la modernità e la globalizzazione sembrano aver assorbito ogni traccia di popolo tribale, ma per qualcuno esiste un luogo che non ha confini se non quelli culturali. Per l’Unione Europea e gli Stati coinvolti le frontiere sono tracciate chiaramente nelle mappe geografiche di tutto il mondo, ma all’estremo nord-est dell’Europa c’è una popolazione che occupa chilometri tra i ghiacci, le foreste e la neve: quella dei Sami o erroneamente chiamati lapponi (termine dispregiativo che significa originariamente “straccio”).

Sembra impossibile, ma queste tribù esistono tutt’oggi, consapevoli di come il mondo gira, ma altrettanto consci delle proprie tradizioni, della lingua, del passato, dei costumi e della cultura. I Sami infatti occupano un territorio (Sàpmi) diviso tra Norvegia, Finlandia, Svezia e Russia, ma questo non impedisce loro di essere parte di una stessa comunità al di là dei confini nazionali. Un popolo che oggi, forse più che in altri momenti della storia europea e internazionale, appare come una metafora dell’unione di persone oltre le frontiere governative.

Il grosso problema però è che sono in via d’estinzione. Per secoli hanno vissuto in sintonia con l’ambiente, anche se a volte risulta ostile per il freddo, per l’assenza di luce solare in alcuni mesi dell’anno o per il sole di mezzanotte. Il fattore principale però della loro estinzione è che i commerci tradizionali vengono sempre meno. Vi è infatti una diminuzione dello spazio per allevare renne perché c’è lo sfruttamento del legname e dei sottosuoli (sono terre ricche di minerali come alluminio, ferro, titanio). Inoltre ci sono molti problemi legati alla pesca a causa delle grandi navi che utilizzano quella a strascico.

Un altro motivo per cui ci sono sempre meno tribù Sami è quello generazionale: molti giovani preferiscono spostarsi a sud attratti da svaghi e lavori non tradizionali. Infine negli ultimi decenni sempre meno Sami hanno deciso di essere nomadi soffermandosi in piccole o grandi comunità, abbandonando le tende (lavvu) e le capanne (kota) tradizionali. In questo modo il loro dialetto è usato meno, rischiando di scomparire: un vero peccato dato che si hanno delle particolari sfumature linguistiche per descrivere l’acqua e le sue forme, termini che in altre lingue più parlate non trovano equivalenti. Anche la loro religione, lo sciamanesimo, sta subendo un netto calo.

 

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{EN}

Europe is a place where the modernity and the globalization have absorbed every trace of tribal people, but someone belives in a lieu without boundaries. United Europe and the involved States think that borders are traced on the world maps, but on the far north-east of EU there is a popolation who inhabits many kilometers among ice, forests and snow. These people are Sami or mistakenly called Lapps (originally it was a derogatory word that means “rag”).

It seems impossible but these tribes still exist today: they know the modern world but they are awares of own traditions, language, past, morals and culture. Sami live in a land called Sàpmi divided among Norway, Finland, Sweden and Russia. Despite this they are the same comunity beyond traditional boundaries.

Today this community is a metaphor of the people union beyond the government borders.

The big problem is their extinction. For many centuries they have been in tune with the inhospitable habitat due to cold climb, to the absence of the sun during some months or to the midnight sun. The main factor of their extinction is the decrease of traditional trades: there isn’t enought land to breed reindeer owing to the exploitation of timber and subsoil (these fields ar e full of minerals such as aluminum, iron, titanium). Furthermore there are many problems related to the fishing because the big ships use the trawl fishing.

Another reason is the generational factor: many young prefer move in the south where there are fun and non-traditional works. At last in recent decades many Sami have left off being nomadic. They don’t use the traditional tends (lavvu) and huts (kota). They live in small or big villages, so their language is likely to disappear. A serious damage since it has many particular linguistic nuances to describe the water and its forms. In other languages don’t exist equivalent words. Their religion, the shamanism, is falling sharply too.

Contatti del referente

Eleonora Gasparotto Nascimben
eleonora.nascimben@gmail.com