Im-Mobili, storie di Trazzere. Ripercorrendo l’antica via al centro del Mediterraneo

Autori

Alessandra Dallari
Luca Renda

Descrizione

Questo mese assisteremo alla riapertura in Sicilia della Magna Via Francigena, antico percorso che collegava il porto di Agrigento a quello di Palermo. Questi porti sono stati in passato uno snodo essenziale al centro del Mediterraneo e molti pellegrini attraversavano la Sicilia per raggiungere l’Europa o l’Africa, permettendo all’entroterra siciliano, ‘naturalmente’ costretto ad un’immobilità e ad un isolamento geografico, di venir contaminato dal movimento, dalle storie e dalle orme di chi lo percorreva. I porti, così, hanno fornito le ‘vie di fuga’ per poter raggiungere l’Italia, l’Europa o la Terra Santa, trasformando in tal modo una terra di per sé isolata in un ponte tra due continenti. Questo progetto di rivalorizzazione del territorio su di un piano turistico e culturale riporta alla luce contraddizioni e peculiarità di un’isola protagonista delle alterne configurazioni di un mare aperto e fonte di contaminazione come il Mediterraneo.

Questi porti che guardano su fronti diversi, l’uno a nord – all’Europa – e l’altro a sud – all’Africa, raccontano la storia di un movimento oggi ‘forzato’. Se Palermo e il suo porto guardano al ruolo passato di crocevia verso la Spagna – oltre che alla difficoltà odierna di ritrovare nel mare il centro nevralgico del capoluogo siciliano, Agrigento ha invece perso il suo ‘mare’, ovvero Porto Empedocle (già Marina di Girgenti), separato a metà Ottocento a livello amministrativo dalla città e oggi quasi esclusivamente noto per gli sbarchi di immigrati – che ancor prima di ‘muoversi’ all’interno dell’isola, vengono avviati ad altre destinazioni europee o al rimpatrio.

La riapertura del cammino lungo la Magna Via Francigena attraverso le sue “trazzere”, riporta alla luce una realtà perduta di contaminazione e ‘movimento’, di storie recenti e lontane, ad esempio in centri come Santa Cristina Gela e la sua comunità Arbëreshë (soltanto una delle 9 tappe del nostro percorso). L’obiettivo del nostro viaggio a piedi lungo i 160 km della Magna Via Francigena è quello di far riemergere idee, immagini e storie di un movimento ‘costretto’ all’immobilità dal tempo, dal cambiamento e dalla storia in un’isola al centro del Mediterraneo, e allo stesso tempo ci interessa scoprire come nuove orme e nuove storie conferiranno all’isola una nuova idea di movimento. Per fare questo dialogheremo e intervisteremo le comunità locali e i viaggiatori che cammineranno con noi rendendoli protagonisti.

Benefit: Per i nostri sostenitori che lo desiderano saremo felici  di mandare in itinere durante il viaggio, foto e storie inedite!

 

 

{EN}

Im-Mobile trazzere. Retracing the ancient route in the middle of Mediterranean sea.

This month in Sicily there will be the reopening of Magna Via Francigena, an ancient route connecting the ports of Agrigento and Palermo. These ports have been an essential crossroads  at the center of the Mediterranean, and many pilgrims in the past crossed Sicily to reach Europe or Africa: in this way the Sicilian hinterland, geographically forced into immobility and isolation, was contaminated by the movement, thanks to the stories and the footsteps of those who walked it through. The ports thus provided the escape routes to reach Italy, Europe or the Holy Land, thus transforming an isolated land into an essential hub at the center of the Mediterranean, living between two continents.

This project highlights the contradictions and peculiarities of an island which is protagonist of the Mediterranean, an open sea and source of contamination.

These ports that look on several fronts, one to the north – to Europe- and the other to the south – to Africa – tell the story of a movement that is nowadays “forced”. If Palermo and its port look at the past role of crossroads towards Spain, Agrigento has lost its Porto Empedocle (already Marina di Girgenti ), separated in the middle of the nineteenth century by the city administration and nowadays almost exclusively known for the arriving of migrants -who, even before they move towards the heart of the island, are started to other European destinations or repatriation.

The path along Magna Via Francigena is like a bridge between two possible directions of the island. As a look at its ‘trazzere’ (i.e. historical paths) a lost reality of quot and “movement” that brings to light recent and distant stories, for example in villages such as Santa Cristina Gela and its Arbëreshë community (only one of the 9 stages of our journey).

The goal of our journey on foot along the 160 km of Magna Via Francigena is to bring to new life ideas, images and stories of a movement ‘forced’ to the immobility of time, changes and history in an island at the center of the Mediterranean and to understand how new stories passing through there could give to the island a new idea of movement.

Benefit: Fot the donators of our project we would be really happy to send them “on the road”  unedited pictures and stories!

 

 

Contatti del referente

Alessandra Dallari
dallarialessandra8@gmail.com