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Mar Caspio 23/10/2014
By: Andrea Morello
In:news
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lunedì 27 ottobre 2014

20 ottobre, ore 22.30. Ismail ci telefona e dice che la nave parte la sera stessa, di correre al porto. Un autista ci porta fino ad un porto a 90 km a sud di Baku. Saliamo sulla nave Agdam che lascia il porto alle 11.00 del mattino del 21 ottobre. Alle 19 arriva davanti alla baia di Baku, attendiamo diverse ore fermi in baia facendo rifornimento di carburante. Ci addormentiamo fermi e ci svegliamo in movimento, è il 22 ottobre. La sera arriviamo a poche miglia da Aktau, noi prepariamo gli zaini ma la nave getta l’ancora, disfiamo i bagagli, Simone si rimette il pigiama, mangiamo male, giochiamo a backgammon e questa mattina, L’appena percettibile ondeggio della nave smette di restituire quella sensazione di libertà e di viaggio che in fondo, nonostante le estenuanti attese del viaggio,  c’è stata fino a ieri. La nostra terra Kazaka è ad un paio di miglia di distanza ma occorre aspettare l’attracco di altre 3 navi che devono scaricare, lentamente, i loro vagoni carichi di merci. Non rifacciamo gli zaini e Simone non si toglie il pigiama. Tra l’altro oggi la foschia ci impedisce di vedere la vicina costa.

La nostra compagna di avventure Dina ci aspetta in città, e alloggia in un grande appartamento affittato per tutti noi, anche lei ansiosa probabilmente di conoscerci. Ma dovremo tutti aspettare ancora un giorno, almeno. Senza rete cellulare, senza internet, senza il nostro appuntamento radiofonico. A tutti dispiace maggiormente non poter confortare Dina con la nostra presenza, rassicurarla  dandole una prova concreta della nostra esistenza e delle nostre belle ambizioni. Dina si è spostata da Aksai ad Aktau da sola, anticipando le spese, avendoci conosciuto solamente via skype e avendo sentito programmi di viaggio di certo non canonoici. Siamo ansiosi di conoscere una ragazza che si è avventurata, più coraggiosamente di noi, in questa avventura, per raggiungerci in terra kazaka, prendendo ferie dal lavoro e per aiutarci a realizzare un progetto di film documentario non definito, al momento arenato nella nave Agdam. Chissà se dal porto si vede, la nostra nave, ma anche se si vedesse, non si potrebbe distinguere tra le tante altre qui attorno che aspettano il loro turno.