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GIURIA 2016: MARTINO VIVIANI, IL PROF. IN VIAGGIO SUGLI ASFALTI D’EUROPA
By: Redazione Fuorirotta
In:news
venerdì 13 maggio 2016

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LA GIURIA DEL BANDO FUORIROTTA 2016

I VIAGGIATORI DEL PRIMO BANDO:

 

MARTINO VIVIANI,

IL PROF. IN VIAGGIO SUGLI ASFALTI D’EUROPA

 

martinoA

 

Erede del posto in giuria lasciato da Internazionale ai viaggiatori del primo bando, Martino Viviani continuerà a seguire il FuoriRotta anche quest’anno, nella veste di giurato.

Insegnante precario nella scuola pubblica di un piccolo paesino sull’Appennino tosco-emiliano; viaggiatore, fotografo e blogger.

Gira le estati a bordo della Meccanica, una motocicletta Bmw, per gli asfalti d’Europa in cerca di storie per scrivere storie.

Menzione speciale del bando FuoriRotta 2015 con Martino l’Arrotino: un viaggio verso l’Oceano atlantico, in solitaria, in motocicletta di 6000 km e 40 notti, affilando coltelli lungo la strada e stendendo in diretta un racconto (www.martinoarrotino.it).

Vive a Bologna e crede che il viaggio e il racconto del viaggio stimolino Fantasia e che questa parte ludica della mente sia produttrice di realtà.

 

 

 

MARTINO L’ARROTINO

 

piazzo la moto

 

Questo è il racconto di un personaggio inventato, di un arrotino; questa è una ricerca di Senso abbandonando la struttura data, le regole del sistema.

Tempo e spazio qui non contano, conta solo il Ritmo: del sangue rosso che pulsa e della benzina che esplode; pulsare ed esplodere.

Questo è un viaggio verso l’Oceano affilando coltelli nei piccoli paesini stesi lungo la strada.

Questo è un viaggio comunicato per dare un compito alla disattenzione.

Un racconto di polvere e lontananza.

Un racconto di viaggio, moto e coltelli.

Attraversando in motocicletta paesaggi come veli, scivolando senz’anima né pensiero per strade che contornano montagne, che affondano in piane desolate e valli nascoste tra scarpate rocciose; scivolando lungo coste di mare e dentro piogge e nebbie e venti e giorni e notti. Fusi con il mezzo meccanico e la strada che corre ad un palmo dalla pianta dei piedi. Veloci.

Con il faro puntato ad Ovest, verso l’Oceano Atlantico, attraversare confini per professione. Con una mola fissata sul tubolare della motocicletta fare l’arrotino e  rispolverare una forma di artigianato preziosa come l’intelligenza delle mani. E così creare tessuto narrativo, entrare nella vita di piccoli paesini, farsi offrire caffè neri da signore in vestiti floreali sedute su panchine di legno entrando in relazione con persone e paesaggio.

Pori aperti e respiro profondo.

Questo è un racconto di polvere e lontananza.

Un racconto di viaggio, moto e coltelli.

Un racconto. E niente più.

 

www.martinoarrotino.it