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GIURIA 2016: IRENE PALLA, L’ANTROPOLOGA CONTEMPORANEA IN BILICO FRA EUROPA E AFRICA SUBSAHARIANA
By: Redazione Fuorirotta
In:news
lunedì 09 maggio 2016

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LA GIURIA DELLA DEL BANDO FUORIROTTA 2016
 
 
I VIAGGIATORI DEL PRIMO BANDO:
 
 
IRENE PALLA,
 
L’ANTROPOLOGA CONTEMPORANEA IN BILICO FRA EUROPA E AFRICA SUBSAHARIANA



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Scelta dal gruppo dei viaggiatori che hanno attraversato l’Europa, composto da Martino l’Arrotino, I fari d’Europa, Calling Europe e Oltre le colonne d’Ercole, Irene Palla continuerà a seguire il FuoriRotta anche quest’anno, nella veste di giurata.

Italiana di nascita, ma trotamundos di natura, è una frizzante antropologa contemporanea sensibile ai temi della migrazione, dell’economia e del conflitto, approfonditi tra Italia, Kenya, Ghana e Marocco. La sua curiosità ruota a giri di valzer intorno alla costruzione dell’incontro con l’Altro e dei meccanismi di neutralizzazione e spersonalizzazione nell’Europa contemporanea e nell’Africa subsahariana. È insegnante di balli popolari, educatrice e vincitrice del bando 2015 con il progetto “Oltre le colonne d’Ercole. Un viaggio e un documentario attraverso i nostri tabu e le realtà della migrazione”.

 

 

OLTRE LE COLONNE D’ERCOLE


radar gibilterra



PER NON DARE LE SPALLE.

Siamo emigrati “oltre le colonne d’Ercole” perché eravamo stanchi delle solite cifre e discorsi sui clandestini e abbiamo voluto sbirciare la realtà, incontrare volti, dedicare tempo all’ascolto di vite, i cui diritti non sono tutelati.

Siamo partiti dall’Italia con un vecchio furgoncino e in Francia e Spagna abbiamo costeggiato il Mare Nostrum, fino ai “limiti del mondo conosciuto”, chiacchierando con i timori e le idee della gente.

Abbiamo ficcato il naso nella complessità del fenomeno migratorio del Mediterraneo occidentale, concretamente nelle città marocchine di Tanger, Tetuan, Nador e Oujda e le enclaves spagnole di Ceuta e Melilla. Oggigiorno, in questi buchi di mondo, si elevano chilometri di recinzioni con filo spinato, che negano l’ingresso in Europa a chi ormai non ha diritti e che fungono da modello per i muri alzati nella parte orientale del Vecchio Continente.

Le interviste raccolte durante il mese e mezzo fuorirotta danno voce a chi non è ascoltato dai grandi mezzi di comunicazione e che si ritrova a vivere o passare in un punto peculiare del pianeta, ultimo ostacolo alla realizzazione dei sogni di molte persone.

Portiamo con noi -e speriamo di poterlo condividere anche con voi- i discorsi di esseri umani unici, incrociati durante l’andare, e che interpretano ruoli sociali diversi: migranti, poliziotti, attivisti, politici conservatori, cooperanti, cittadini…

Ognuno di loro ci ha donato storie e parole difficili da ascoltare… ma essenziali da raccontare!

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