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GIURIA 2016: GIAMPAOLO MOSCA, PROMOTORE DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE NEL SUD EUROPA
By: Redazione Fuorirotta
In:news
venerdì 06 maggio 2016

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LA GIURIA DELLA DEL BANDO FUORIROTTA 2016
 
I VIAGGIATORI DEL PRIMO BANDO:

GIAMPAOLO MOSCA,
 
PROMOTORE DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE NEL SUD EUROPA

 

 

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Scelto dal gruppo dei viaggiatori che hanno intrapreso percorsi d’indagine sociale nel settore agricolo, composto da Coltivare Immagini e Viaggio tra gli insediamenti informali del sud Europa, Giampaolo Mosca continuerà a seguire il FuoriRotta anche quest’anno, nella veste di giurato.

Giovanni Paolo Mosca, “alias” Giampaolo. Nato a Napoli nel quartiere Ponticelli il 04/08/1982 e cresciuto a Maddaloni in provincia di Caserta. Finito il Liceo Scientifico si iscrive all’università “Federico II” di Napoli alla Facoltà di Scienze Politiche indirizzo Internazionale. Si rende subito conto che la teoria non basta e che la politica non può essere scienza se non è “praticata”. Così comincia ad essere attivista dapprima nei collettivi studenteschi poi al Centro Sociale “Ex Canapificio” di Caserta. La tentazione di trasferirsi all’estero tramite l’Erasmus a Lione, uno stage a Bruxelles presso la Commissione Europea, scambi interculturali tramite la Regione Andalucia in Spagna e La Baviera in Germania, è forte ma restare a Caserta e contribuire alla crescita del Centro Sociale Ex Canapificio e del Movimento dei Migranti e Rifugiati, lo è di più!! Ed è qui che oggi è quotidianamente impegnato come operatore socio-legale in diversi progetti di accoglienza, integrazione e contro lo sfruttamento lavorativo di immigrati e richiedenti/beneficiari protezione internazionale. Nel 2015 ha partecipato al bando FuoriRotta con il progetto “Viaggio tra gli insediamenti informali del sud Europa. Le contraddizioni tra la mancata accoglienza e lo sfruttamento sistematico dei migranti nel settore agricolo in Italia e Spagna”.

 

 

 

VIAGGIO TRA GLI INSEDIAMENTI INFORMALI DEL SUD EUROPA

LE CONTRADDIZIONI TRA LA MANCATA ACCOGLIENZA E LO SFRUTTAMENTO SISTEMATICO DEI MIGRANTI NEL SETTORE AGRICOLO IN ITALIA E IN SPAGNA


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Il nostro viaggio ha avuto come  obiettivo raccontare  e denunciare le analogie del sistema di sfruttamento dei lavoratori immigrati in Andalusia e nel Sud Italia, mettendo a confronto le condizioni lavorative quelle abitative e il ruolo fondamentale che oggi svolgono i braccianti stranieri in Campania, Puglia, Sicilia dove lavorano soprattutto immigrati dall’Africa Subsahariana, e il cosiddetto “orto d’Europa” della provincia di Almerìa in Spagna. Siamo partiti dalla provincia di Foggia, ad inizio agosto nel periodo della raccolta dei pomodori, quando migliaia di braccianti agricoli stagionali si spostano verso la provincia di Foggia e si  riversano in luoghi simbolo come “Il Gran Ghetto di Rignano”, La “Pista” di Borgo Mezzanone, Stornarella.  Da Foggia ci siamo spostati verso Ragusa, in Sicilia per conoscere le condizioni di lavoro nelle serre di Ragusa, in particolare in quelle di Marina di Acate. Le stesse serre che avremmo poi visto ad Almeria. Una distesa di oltre 30.000 ettari di serre a ciclo continuo, da cui ogni anno vengono coltivati circa 3.200.000 tonnellate di ortaggi. Luoghi dove si attua un moderno e avanzato sistema capitalistico di produzione agricola, volto a garantire i massimi profitti per le aziende a discapito del rispetto dei diritti dei migranti. E nei quali le leggi in materia di immigrazione sempre più repressive da una parte e la mancanza di controlli nell’area, costringono i migranti irregolari a restare nelle campagne e a vivere in “non-luoghi” e in città fantasma, lontani dalla popolazione autoctona e sempre più segregati e ghettizzati. L’itinerario del Viaggio ovviamente ha toccato anche la nostra terra, la “Castel Volturno Area”, dove la percentuale di stranieri presenti è altissima. Luogo di partenza  e di arrivo di molti dei migranti che si rivolgono ai nostri sportelli e dove da più dieci anni la comunità aderisce al Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta, che negli anni ha inciso del cambiamento radicale delle condizioni di vita di chi ne ha preso parte. Inizio modulo

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