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GIURIA 2016: DAVIDE CRUDETTI, IL GIOVANE CINEASTA CHE RACCONTA LA CINA
By: Redazione Fuorirotta
In:news
martedì 26 aprile 2016

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LA GIURIA DELLA DEL BANDO FUORIROTTA 2016
I VIAGGIATORI DEL PRIMO BANDO:
DAVIDE CRUDETTI
 
 
IL GIOVANE CINEASTA CHE RACCONTA LA CINA

 

 

crudetti

 

Scelto dal gruppo dei viaggiatori che hanno esplorato le comunità migranti in collegamento con i paesi asiatici, composto da Mettere radici nell’andare e Il villaggio e la città – la Cina alle prese con se stessa, diventato Huìqù, Davide Crudetti continuerà a seguire il FuoriRotta anche quest’anno, nella veste di giurato.

Nato a Roma nel 1991, Davide Crudetti si laurea in DAMS (indirizzo cinema) presso l’Università di Bologna nel 2014 e frequenta nel 2015 il corso di base del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Negli anni del liceo scrive racconti. Vince il concorso nazionale Racconti nella Rete nel 2008, arriva tra i 25 finalisti del premio Campiello Giovani nel 2009. Dalla narrazione scritta passa alla narrazione per il cinema nel Giugno 2012, quando inizia a lavorare per la casa di produzione cinematografica Cine sin Autor di Madrid come sceneggiatore, aiuto-regista e montatore, collaborando fino al 2014 a diversi progetti di cinema sociale e partecipativo.

Attualmente lavora come reporter per varie testate giornalistiche nazionali e segue la post-produzione del suo primo lungometraggio documentario “Húiqù”, nato dopo la menzione speciale al bando FuoriRotta 2015.

 

 

 

HUIQU – TORNARE A CASA



dimen gruppo

Il Villaggio e la Città è stato un viaggio alla ricerca di un altro viaggio e da cui è nato un altro viaggio ancora: Huìqù – tornare a casa, appunto.

É stato un viaggio alla ricerca dei milioni di cinesi che dalle campagne dell’interno si riversano nelle megalopoli costiere. Siamo partiti dalla fine, da Guangzhou, tredici milioni di abitanti, e siamo arrivati all’inizio, nel villaggio di Dimen, cercando quelli che lasciano lì i loro genitori e i loro figli e partono per la città.

A Dimen ci vive Mengxi, che di figli ne ha visti partire cinque, ci è tornato Shu Ren, ora malato, che aspetta ogni mese i soldi del figlio lontano, ci abitano provvisoriamente Jing Meili e Wu Zeren, cinquant’anni in due, una di nuovo a Dimen perché incinta, l’altro per accudire sua madre, ma entrambi pronti a ripartire.

A Guangzhou invece ci vivono Wu Shunquan e Shao Kaili, cugini di Dimen che, nella loro minuscola casa di città, preparano la cena per le mogli appena uscite dalla fabbrica e poi danno inizio alla festa, con le trenta persone di Dimen abitanti la loro stessa periferia.

Torneranno tutti a Dimen per restarci un giorno, ma non è questo il momento. A Dimen ora, a vederli partire e tornare, solo una generazione di bambini e una di anziane. E poi Wuhua Quian, il giovane falegname del villaggio, che cuoce un’anatra per noi e giura che lui da lì non andrà mai via. Huìqù proverà a raccontare un viaggio nel tempo, dalla Cina di oggi a quella che va scomparendo. Un mosaico di facce che raccontano una storia comune ed un’unica fine possibile. Perché, nonostante tutto, gli anziani di Dimen ne sono ancora convinti: “Non importa dove andrai, sempre tornerai al tuo villaggio natale”.