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GIURIA 2016: ALICE MAMMOLA, L’ARCHIVISTA ALLA RICERCA DEL CANTO TENORE SARDO
By: Redazione Fuorirotta
In:news
mercoledì 04 maggio 2016
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LA GIURIA DELLA DEL BANDO FUORIROTTA 2016
 
I VIAGGIATORI DEL PRIMO BANDO:

ALICE MAMMOLA,

L’ARCHIVISTA ALLA RICERCA DEL CANTO TENORE SARDO



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Scelta dal gruppo dei viaggiatori che hanno intrapreso percorsi di ricerca legati alla musica, composto da FuoriRotta Folk e Alla ricerca del canto tenore, Alice Mammola continuerà a seguire il FuoriRotta anche quest’anno, nella veste di giurato.
Laureata in storia dell’arte e archivista di professione, Alice è stata tra i vincitori della prima edizione del bando FuoriRotta. Ricercatrice e studiosa del canto popolare e delle tradizioni folcloristiche, si dedica nel tempo libero alla musica, al disegno e alla pittura ad acquerello. Ha maturato esperienze di lavoro all’estero, in Francia e in Africa.





ALLA RICERCA DEL CANTO TENORE IN SARDEGNA



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Un viaggio attraverso le tradizioni e il folklore sardo, alla ricerca del canto popolare dei tenores, stile di canto corale (riconosciuto dall’Unesco come patrimonio orale e immateriale dell’umanità). Un percorso di incontri e conoscenze documentato attraverso registrazioni e disegni ad acquerello.

I canti, sono da un lato le voci di poeti e letterati, dall’altro di tutti quegli uomini e donne, analfabeti e non, che raccontando fatti storici, leggende, amore, feste, lavoro ci parlano ancora oggi dei problemi della vita e della felicità. Queste canzoni tramandate oralmente in un territorio, sono di grande ricchezza e senza il canto probabilmente sarebbero andate perdute. Questo interesse mi ha spinta a compiere un viaggio di tipo antropologico, sull’esempio di Alan Lomax, armata di registratore e di un album da disegno, fedeli compagni di un viaggio solitario.

Cercando i tenores, mi sono imbattuta in persone, arte, natura di una realtà insulare ricca e variegata, lontana dalle tratte turistiche, talvolta un po’ chiusa e orgogliosa.

Ho documentato questo viaggio, dal Sarrabus alla zona dell’Ogliastra e del Gennargentu, con un diario scritto e disegnato attraverso la tecnica pittorica degli acquerelli (travelbook) per annotare pensieri e imprimere immagini sulla carta.

Sono stata, son tornata, ho esplorato le montagne, in bus, a piedi, in barca, in autostop; ho conosciuto persone di cuore. La mia meta? Il viaggio, l’incontro, che già di per sé sono una meta.

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