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A pesca di storie … tra Palermo e Tunisi!
By: Redazione Fuorirotta
In:news
giovedì 13 ottobre 2016

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«Un quadro di Guttuso lo vedesti mai? Pieno zeppo di cristiani e bandiere rosse. Io ci tiro una pennellata di verde, sempre quello. Tanto il mio pubblico i pesci sono».

 

 

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Dal porticciolo dell’Isola delle femmine, alle prime luci dell’alba, con lo sguardo assorto verso un orizzonte ancora sgombro, attendi l’arrivo dei pescatori. Ma la distesa calma e piatta che hai davanti non è un deserto, e loro non sono i Tartari. Se sai aspettare, a lenta lenza, prima o poi arrivano.

 

 

 

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Essere nella ghorba. Sentirsi addosso, e nel petto, un groviglio di malinconia e tristezza dovuto alla lontananza dai propri cari, dai propri affetti e luoghi d’origine.

 

 

 

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Quando il sole batte troppo forte per vagare con il corpo, il *Kahoua El Alia – Cafè Des Nattes*, nella parte alta di Sidi Bou Said, su imbeccata di Baudelaire e Sartre, è il luogo dove riposare le membra e far vagare il pensiero. Speculazioni, visioni: nella “stanza del tempo” la mente si apre.